10/12/2007
Muoiano i bambini, ma non gli uccelli
Ho sempre pensato che non è facile decidere se conviene dare una mano a uno che vuole distruggere il mondo, oppure a uno che lo vuol salvare. I buoni scervellati sono quasi sempre più letali dei cattivi conclamati.
Prendiamone una a caso, tale Rachel Carson.
Un giorno Rachel Carson intraprese la sua crociata per cambiare il mondo. Era il 1958. Nei mesi precedenti avrebbe voluto scrivere un articolo sull’uso, e spesso abuso, che all’epoca si faceva dei pesticidi in agricoltura (negli Stati Uniti) e, fra questi, il DDT.
Lo propose a varie riviste, ma tutte lo rifiutarono, nonostante lei fosse una scritrice affermata. Così, si decise a scrivere un libro, Silent spring, che vide la luce nel 1962. Mettendo insieme tutto quel che si sapeva sull’argomento, ed era poco, anzi pochissimo, descrisse come le sostanze tossiche contenute nei pesticidi finissero nella catena alimentare, e, ingerite dall’uomo, si depositassero nei suoi tessuti grasi, provocando un mare di sconquassi.
Il meno grave dei quali era il cancro, per gli esseri umani, nelle sue varie forme. Il più grave, invece, era il rischio, sic et sempliciter, della morte della natura, simboleggiata, nel libro, dal rischio – secondo la Carson . di scomparsa del common robin, un uccello comune nordamericano.
Fra i pesticidi incriminati, il DDT fu scelto come capro espiatorio. C’era un capitolo, il III, credo, del suo libro, nel quale si descriveva una primavera silenziosa, appunto: senza uccelli, scomparsi a causa del DDT.
L’eco-talebanismo era nato.
Otto anni dopo, la EPA (Environmental Protection Agency) mise al bando il DDT.
Le organizzazioni internazionali, fra cui la Worl Health Organization (WHO) dell’ONU, provvidero a estendere il bando al resto del mondo. Come? Obbligando, in pratica, i paesi più poveri a bandire il DDT, sotto la minaccia di diminuire o cancellare i programmi di aiuto. Erano gli anni settanta.
Risultato? Più di un milione di morti, ancor oggi, di malaria all’anno, di cui almeno IL 75% bambini al di sotto dei cinque anni.
Chi lo dice? La WHO medesima (testuale dal sito del WHO: “Over 40% of the world’s children live in malaria-endemic countries. Each year, approximately 300 to 500 million malaria infections lead to over one million deaths, of which over 75% occur in African children < 5 years infected with Plasmodium falciparum1.”).
Organizzazioni indipendenti sostengono che le morti superano il due milioni all’anno. In trent’anni, contati a partire dal bando del DDT, da 22 a 60 milioni di bambini morti per malaria.
Chi non muore della forma cerebrale della malattia, non è detto che guarisca.
E’ sempre la WHO che afferma: “Approximately 7% of children who survive cerebral malaria (a severe form of the disease, characterized by coma and convulsions) are left with permanent neurological problems. These include weakness, spasticity, blindness, speech problems and epilepsy.”
La WHO è troppo furba, ed evita di fornire il numero di questi poveri bambini che rimangono disabili.
Proviamo a fare un calcolo, estremamente conservativo: supponiamo che il dieci per cento dei malati di malaria siano bambini al di sotto dei 5 anni. Ebbene, anzi emmale: ogni anno da 30 a 50 milioni di bambini si ammalano di malaria.
Non ho a disposizione statistiche di malaria cerebrale. Se fossero il 20% dei casi, allora da 6 a 10 milioni di bambini all’anno soffrono della malattia. Ed il 7% di sopravvisuti (cioè da 420 000 a 700 000 bambini all’anno). Quindi, oltre alle decine di milioni di morti, ci sono anche milioni, forse decine di milioni, di bambini spastici, ciechi, epilettici o con problemi d’espressione.
Come tutti sanno, le zanzare non solo trasmettono malaria, ma innumerevoli altre malattie (dengue, febbre tifoidea, ecc). Quindi a quanto sopra andrebbero aggiunti altre decine di milioni di morti.
Il DDT è stato, di gran lunga, il più efficace, e meno tossico per gli uomini, pesticida mai inventato. Protetto da segreto militare, fu usato dagli USA nella seconda guerra mondiale in tutti i teatri di guerra ove fosse presente il pericolo di malaria. Fra questi, anche il fronte italiano.
Si irrorava non solo l’ambiente, ma perfino i militari stessi venivano cosparsi di insetticida. NON UN SOLO CASO DI MALATTIA O MORTE venne mai registrato.
Il DDT contribuì a salvare milioni di soldati da morte o malattia permanente. Finita la guerra, venne prodotto per uso civile, e largamente impiegato in agricoltura. Venne anche usato per controllare il “vettore”, cioè il portatore della malattia, una zanzara di nome . Era incomparabilmente più efficace di qualsiasi altro pesticida, più persistente, e da due a quattro volte meno caro. Una manna, soprattutto per i paesi poveri. Non a caso, al suo scopritore venne concesso il Nobel per la Chimica nel 1937.
Ma Rachel Carson pensava fosse, invece, che fosse una maledizione. Che molte specie di uccelli, che l’ambiente, e l’intera vita, fossero a rischio di scomparsa.
Lei morì nel 1964. I suoi discepoli continuarono l’opera con uno zelo maggiore del capo-setta.
A che punto siamo, oggi?
Ecco l’evidenza, sempre per bocca del WHO:
“Harmful effects in the wildlife population have been linked to DDT, including the thinning of eggshells in birds exposed to the compound. There are also fears that DDT may have a long-term impact on human health. Although there is currently no direct link between DDT and any negative human health effect, there is growing evidence that it may disrupt reproductive and endocrine function.”
Traduciamo: “Effetti dannosi per le specie naturali sono state attribuite al DDT, fra cui l’assottigliamento dei gusci di uova di uccelli esposti al composto. Benché ad oggi non vi siano prove che il DDT provochi qualsiasi effetto negativo sulla salute umana, vi è una crescente (non specificata ndr) evidenza che POTREBBE scombinare la funzione riproduttiva ed endocrina.”
Ad oggi prove che nuoccia alla salute umana? Nisba. Nessuna. Ma c’è una crescente evidenza…che POTREBBE…portare a problemi…sulla funzione riproduttiva ed endocrina…
Riassumiamo: NON CI SONO PROVE CHE FACCIA MALE.
Ma potrebbe fare male, e dunque non bisogna usarlo…
E, intanto, se nei paesi tropicali, soprattutto in Africa, si muore ancora di malaria, che facciamo? Usiamo zanzariere avvelenate. Testuale. Consiglio del WHO.
Ci si potrebbe chiedere: ma non c’è qualcuno che, invece, consigli l’uso del DDT? Risposta: sì che c’è. E il WHO lo sa? Eccome no? Infatti, scrive:
“Advocates of the continuing use of DDT as an insecticide for disease vector control base their argument on various factors: the unacceptably high levels of mortality and morbidity caused by malaria, the proven effectiveness of DDT in significantly reducing malaria transmission, the relatively low cost of DDT interventions, and the lack of any sustainable alternative in many endemic countries. They argue that the negative environmental and other effects associated with DDT use in the past reflect the massive uptake and bioaccumulation arising from the high amounts used as general agricultural pesticide. The amount of DDT used for disease vector control is negligible compared with that used in agriculture. The advocates also argue that when strictly used indoors, as recommended by WHO, DDT poses very little if any environmental threat.”
Traduciamo. “I sostenitori dell’uso continuio del DDT come insetticida per il propagatore della malattia (una zanzara ndr) basano i loro argomenti su diversi fattori: l’inaccettabilità degli alti livelli di mortalità e morbitò causati dalla malaria, la efficacia accertata del DDT nel ridurre in maniera significativa la trasmissione della malaria, il costo relativamente basso degli interventi con DDT, e l’assenza di qualsiasi alternativa accettabile in molti paesi endemici. Essi (i sostenitori del DDT ndr) sostengono che gli effetti negativi per l’ambiente associati al DDT e gli altri associabili al suo uso riflettono sono l’uso massiccio che se ne è fatto in agricoltura come pesticida. La quantità di DDT usata per combattere il vettore della malattia è trascurabile se comparato con quello usato in agricoltura. I sostenitori sostengono che, se usato strettamente all’interno degli edifici, come raccomandato dal WHO, il DDT rappresenta una piccola minaccia, se pur lo è, per l’ambiente.”
Mi piacerebbe che uno di questi buoni provasse a spiegare alla mamma il cui figlioletto sta morendo di malaria o di dengue che il DDT non glielo hanno dato…perché ci potrebbe essere una possibilità che sia nocivo…
Conclusioni. Terribili, incredibili, scoraggianti.
Si potrebbe ridurre la probabilità di ammalarsi di malaria del 75 % (settantacinque per cento) semplicemente… SPRUZZANDO una o due volte all’anno il DDT sulle pareti delle case, nei paesi dove la malaria è endemica.
Ma non si fa.
Si potrebbero salvare 800 000 BAMBINI all’anno.
Ma non si fa.
Il DDT è bandito, e ci sono solo un paio di fabbriche al mondo a produrlo ancora. E per usarlo…beh, ve lo racconto in un altro scritto.
La logica di questi salvatori sarebbe incomprensibile, se la si volesse intendere da un punto di vista umano.
In realtà, è chiarissima: considerano l’uomo il cancro della natura.
Salvare gli uccelli (anche questa una bugia: perché NON è provato che il DDT abbia gli effetti che gli si imputano) è più importante di salvare gli essere umani.
Qualcuno ha scritto che l’Universo non sarebbe tale se non ci fosse l’Uomo a contemplarlo, e, aggiungo, studiarlo, combatterlo per sopravvivere, ammirarlo, amarlo.
La filosofia dell’eco-talebano, invece, è che l’uomo, questo cancro per l’ambiente, dovrebbe sparire dall’universo.
Ecco perché i "buoni" sono spesso peggiori dei cattivi.
A conti fatti, son sempre lì, a lastricare la strada che porta all’inferno…gli altri.
18:39
Scritto da: portoreale
in Eco-Criminali | Link permanente | Commenti (1)
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| Tag: eco-criminalità | OKNOtizie |
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Commenti
mi associo al tuo post, i buoni scervellati sono più pericolosi dei cattivi col cervello
Scritto da: ponyboy | 10/12/2007
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